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Rusco - Ruscus aculeatus L.

Rusco - Ruscus Aculeatus Il Rusco, comunemente detto Pungitopo, è una pianta originaria dell’Europa, della famiglia delle Liliacee, che nasce spontaneamente nel nostro clima. Il genere comprende tre specie di piante suffruticose sempreverdi, rustiche di media taglia (non più di sessanta, ottanta centimetri di altezza) a ramificazione fitta e disordinata. Il Rusco è conosciuto già nell’antichità per la cura delle ferite e se ne conoscevano principalmente le proprietà antidiuretiche.

Dimenticato poi per molto tempo dalla medicina tradizionale – e questo spiegherebbe la scarsa letteratura esistente – è stato riscoperto solo all’inizio del secolo scorso ed usato inizialmente come diuretico in associazione a finocchio ed asparago.


Acquisì infine importanza quando si riuscirono ad isolare dai rizomi una miscela di due saponine di natura steroidea, la ruscogenina e la neoruscogenina.

Il Rusco possiede appunto due peculiarità che lo contraddistinguono dalle altre droghe a base di saponine: contiene saponine steroidee ed è prevalentemente indicato nelle flebopatie (come l’ippocastano), a differenza delle altre specie botaniche della serie saponinica che sono usate come espettoranti.
Gli studi della chimica del fitocomplesso risvegliarono inizialmente l’interesse sulla pianta in quanto le saponine del Rusco sono correlate alla diosgenina di cui, a quel tempo, si cercavano alternative di origine vegetale quali fonti di precursori degli ormoni steroidei. Le saponine del Rusco pur non avendo alcuna attività cortisonosimile agiscono tuttavia come antiflogistici e vasocostrittori.

Tali effetti si evidenziano particolarmente sul sistema venoso tanto da definire il Rusco la pianta per la terapia delle vene: i suoi principi attivi hanno dimostrato proprietà antiedemigene, vasocostrittrici e antinfiammatorie sulla circolazione venosa periferica. La miscela di ruscogenina e neoruscogenina che si forma sia per idrolisi fermentativa con enzimi propri della pianta stessa dopo la raccolta, sia per idrolisi acida indotta, viene definita genericamente ruscogenina, di cui si sono messi a punto sofisticati metodi di determinazione analitica per HPLC.
Studi farmacologici hanno dimostrato per il Rusco un aumento del tono venoso ed una reazione elettrolitico-dipendente delle cellule della parete capillare a cui si aggiungono effetti diuretici e antiflogistici. Ulteriori studi hanno dimostrato che le saponine del rusco attivano i recettori alfa-adrenergici da cui deriva una azione vasocostrittrice con conseguente maggior ritorno venoso e linfatico. Le saponine steroidali esercitano quindi una decisa azione vasocostrittrice, riducendo così la permeabilità dei vasi e determinando di conseguenza un effetto antinfiammatorio.

L’attività antinfiammatoria è amplificata dalle proprietà del Rusco di essere anche un inibitore dell’elastasi. Recentemente è stata isolata una nuova saponina, l’aculeoside A dotata di attività inibitrice dell´adenilato ciclasi ed è quindi in grado di limitare la vasodilatazione. Il Rusco trova impiego come terapia di sostegno nel trattamento in generale dei disturbi del microcircolo e associati all’insufficienza venosa cronica, quali dolore e senso di pesantezza alle gambe, crampi notturni, prurito e gonfiore. È inoltre un utile coadiuvante nel trattamento delle emorroidi, alleviando prurito e dolore. Per le proprietà diuretiche è indicato anche nei disturbi delle vie urinarie.

Componenti principali del Rusco

  • saponine steroliche (ruscogenina, neoruscogenina)
  • olio essenziale
  • resine

Proprietà ed attività terapeutica del Rusco
  • antiedemigena
  • astringente
  • diuretica
  • vasoprotetrice e venotonica utile nell’insufficienza venosa e emorroidaria
  • antinfiammatoria, sulla circolazione venosa periferica

Somministrazione e posologia nell'utilizzo del Rusco

Uso interno: per le malattie delle vene (varici, flebiti, edemi etc.) e in caso di gotta, artrite e calcolosi renale. Decotto: far bollire 40-60 g di radice o rizoma in un litro d’acqua per 10 min.; se ne prendono da 4 a 6 tazze al giorno.

Uso esterno: in caso di cellulite. Utili sono delle lozioni con lo stesso decotto preparato per uso interno. Gli impacchi si imbevono nel decotto e si applicano sulla parte colpita.

Interazioni e avvertenze

Le ricerche tossicologiche confermano che preparazioni a base di Rusco hanno una ottima tollerabilità, non presentando alcuna tossicità alle dosi indicate e nessun effetto collaterale, fatta eccezione per la segnalazione di disturbi gastrici e nausea ma solo in rarissimi casi.

Controindicazioni

Le bacche contengono saponine la cui ingestione provoca disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea. Più precisamente, solo ad alti dosaggi si possono avere vomito e diarrea (bisogna comunque attenersi sempre alle dosi consigliate) e si consiglia cautela in gravidanza e allattamento. Non va somministrato agli ipertesi.

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