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Melissa - Melissa officinalis

Melissa officinalis - Photo by quinn.anya on Flickr - Licenza: CC BY-SA 2.0 La Melissa è una pianta aromatica che come tale appartiene alla famiglia delle labiateae o lamiaceae. Si presenta come una pianta erbacea perenne dal portamento cespuglioso, le foglie, che rappresentano la droga, sono ovali, pelose con margine dentato e con molte venature. Si dice che il nome derivi dal greco la cui radice ( meli) significhi miele, poichè le api venivano attirate dal penetrante odore che emana.


Tipica delle zone dell’Asia occidentale e dell’Europa meridionale, dove cresce in Italia nelle zone ombrose. L’uso della Melissa risale a tempi lontani, in virtù delle proprietà che le si ascrivono come ansiolitico e spasmolitico, quando Galeno e Paracelso la consigliavano nella cura dei disturbi psichici, il medico Avicenna sosteneva che avesse la capacità di rallegrare l’animo; inoltre fu famosa anche l’acqua di Melissa o alcolato di Melissa, inventata dai Cermelitani Scalzi francesi nel 1611, cui facevano uso in caso di varie patologie come mal di denti , sincopi e soprattutto crisi di esaurimento. Come accennato prima, la pianta viene indicata nella cura di diverse affezioni come stati d’ansia, con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico, ma anche per dolori mestruali, disturbi digestivi, nausea e flatulenza.

Inoltre calma il mal di testa e nevralgia, scatenato da stress e tensione nervosa, agendo contemporaneamente da calmante sul sistema nervoso e da rilassante sul sistema muscolare. Si dice che il meccanismo neurosedativo potrebbe essere dovuto ad un’azione antiroidea specie antitireotropina (tsh). Ottima anche in caso d’insonnia e di tachicardia su base funzionale. Un ulteriore beneficio deriva dall’estratto delle foglie fresche, ricche in acidi polifenolici e polisaccaridi, che sembrino essere molto efficaci nei confronti del virus (Herpes simplex). Inoltre la presenza di citrale nell’olio essenziale alla concentrazione di 500 mcg/ ml è in grado di inibire efficacemente l’attività del Saccaromyces cerevisiae . E per la presenza dei composti fenolici (ac.rosmarinico), presenta una discreta attività antiossidante con inibizione della perossidazione lipidica ed infine per le sue proprietà spasmolitiche trova applicazione anche in patologie a carico dell’apparato respiratorio come ad esempio l’asma, rientrando in numerose formulazioni di tipo antiallergico e decongestionante.

Componenti principali della Melissa officinalis

  • Olio essenziale contenente: citronellale, citrale a e b, acetato di eugenolo e geraniolo, altri mono e sesquiterpeni come il beta-cariofillene, germacrene D
  • Ac. triterpenici come: ac.ursolico , ac.oleanolico, ac. pomolico
  • Ac. polifenolici con legame glicosidico come: ac.rosmarinico, ac. clorogenico, ac.caffeico, ac.ferulico, ac. protocatechico
  • Flavonoidi come: luteolina, luteolin-7-o-beta-d- glucopiranoside,apigenin-7-o beta-d- glucopiranoside, luteolin 3’-o-beta-d-glucopiranoside, quercitroside, rhamnocitrina,isoquercitrina, cinaroside, ramnazina
  • Tannini
  • Polisaccaridi

Proprietà ed attività terapeutica nell'utilizzo della Melissa officinalis

  • Sedativa del (SNC) ansiolitica, spasmolitica
  • Antidispeptica, stomachica, carminativa
  • Antivirale, antibatterica, antimicotica
  • Antiossidante

Somministrazione e posologia nell'utilizzo della Melissa officinalis

La Melissa può essere assunta in capsule, compresse, infuso o tintura madre. La posologia consigliata è di 2-3 grammi della droga per infusione 2-3 volte al giorno. Se si usa una tintura (1:5) questa va assunta nella quantità 2-6 ml per 3 volte al giorno. L’applicazione topica da 2 a 4 volte al giorno, con una crema contenente un’estratto acquoso liofilizzato (70:1) all’1% dalla comparsa dei sintomi fino a pochi giorni dopo il miglioramento della lesione per un massimo 14 giorni.

Interazioni e avvertenze

Prestare particolare attenzione in pazienti con patologie endocrine, specie quelle a carico della tiroide per la possibile interazione con azione inibente l’antitireotropina (tsh). Non associare in caso di uso concomitante di barbiturici per il potenziamento dell’effetto sedativo. Associata ad Iperico e Passiflora ha dato effetti sedativi indesiderati.

Controindicazioni

Cautela nei soggetti sopraindicati ma anche in gravidanza, allattamento e in caso di glaucoma, ipotensione e coloro che presentano ipersensibilità accertata verso uno più componenti.

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