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Fico d’India - Opuntia ficus-indica L.

Fico d'india - Opuntia Ficus IndicaIl fico d’India è una pianta succulenta della famiglia delle Cactaceae, originaria del Messico ma naturalizzata in tutto il bacino del Mediterraneo e nelle zone temperate di America, Africa, Asia e Oceania. In Italia il 90% della superficie coltivata a fico d’India è localizzata in Sicilia, il rimanente 10% in Puglia, in Calabria ed in Sardegna. In Sicilia, oltre il 70% delle colture si concentrano in 3 aree: la zona collinare di San Cono, il versante sud-orientale delle pendici dell’ Etna e la Valle del Belice. È una pianta succulenta arborescente che può raggiungere i 3-5 m di altezza. Il fusto è composto da cladodi, comunemente denominati pale: si tratta di fusti modificati, di forma appiattita e ovaliforme, lunghi da 30 a 40 cm, larghi da 15 a 25 cm e spessi 1,5-3,0 cm, che, unendosi gli uni agli altri formano delle ramificazioni. I cladodi assicurano la fotosintesi clorofilliana, vicariando la funzione delle foglie. Sono ricoperti da una cuticola cerosa che limita la traspirazione e rappresenta una barriera contro i predatori. I cladodi basali, intorno al quarto anno di crescita, vanno incontro a lignificazione dando vita ad un vero e proprio tronco.


Le vere foglie hanno una forma conica e sono lunghe appena qualche millimetro. Appaiono sui cladodi giovani e sono effimere. Alla base delle foglie si trovano le areole (circa 150 per cladode) che sono delle ascelle modificate, tipiche delle Cactaceae. Per la sua capacità di svilupparsi anche in presenza di poca acqua, si rivela una pianta di enormi potenzialità per l’agricoltura e l’alimentazione dei paesi aridi. Ha un notevole valore nutrizionale essendo ricco di minerali, soprattutto calcio e fosforo, oltreché di vitamina C. La risorsa alimentare più pregiata è rappresentata dai frutti, chiamati fichi d’India, che oltre ad essere consumati freschi, possono essere utilizzati per la produzione di succhi, liquori, gelatine, marmellate, dolcificanti ed altro; ma anche le pale, più propriamente i cladodi, possono essere mangiati freschi, in salamoia, sottoaceto, canditi, sotto forma di confettura.

Vengono utilizzati anche come foraggio. Se consumato in quantità eccessive può causare occlusione intestinale meccanica dovuta alla formazione di boli di semi nell’intestino crasso. Pertanto questo frutto va mangiato in quantità moderata e accompagnato da pane per impedire ai semi, durante l’assorbimento della parte polpacea, di conglobarsi e formare i "tappi" occlusivi. Per analogo motivo è sconsigliato questo frutto alle persone affette da diverticolosi intestinale. Il cactus viene usato per il trattamento del diabete mellito e nelle diete dimagranti: l’effetto della pianta è ottenuto dalle fibre vegetali che lo caratterizzano. Per le vitamine e i minerali che contiene, associato a una dieta dimagrante, esso consente di mantenere un regime equilibrato, ad alto contenuto di calcio. I frutti sono consumati freschi, ma vengono anche usati per produrre marmellate, bevande, sciroppi, farina ed oli di semi. Spesso è usato per scopi ornamentali, come mangime per bestiame, nella produzione di cosmetici e in alcuni settori industriali e farmaceutici

Componenti principali del Fico d’India

  • Frazione polisaccaridica 50%:opuntiamannano (contenente raggruppamenti di galattosio, arabinosio e altri zuccheri) e altre sostanze pectiche
  • Minerali 20% min.: potassio, calcio, magnesio, fosforo, ferro etc
  • Proteine e aminoacidi
  • Vitamine: nicotinammide (vit. B3), B1 e B2, vit. A e C

Proprietà ed attività terapeutica nell'utilizzo del Fico d’India

  • antiossidante
  • astringente
  • emolliente
  • diuretiche
  • ipoglicemizzante
  • gastroprotettive

Somministrazione e posologia nell'utilizzo del Fico d’India

Le caratteristiche e le applicazioni delle preparazioni ottenute a partire dalle foglie della specie Opuntia ficus-indica possono variare notevolmente a seconda della tecnologia di produzione e della qualità della materia prima utilizzata. Inoltre, per ottimizzare le proprietà del prodotto finale, non è solamente importante selezionare attentamente la specie di partenza, ma anche scegliere le foglie al giusto grado di maturazione e sottoporle ad un processo che ne esalti le potenzialità, piuttosto che alterarle.

Interazioni e avvertenze

Se presente in integratori alimentari, non bisogna eccedere nelle dosi e tenere lontano dalla portata dei bambini al di sotto di tre anni.

Controindicazioni

Circa l’utilizzo del Fico d’India non esistono particolari controindicazioni. È bene però seguire le normali prassi indicatedai produttori di integraori: gli integratori non devono essere intesi come sostituto di una dieta variata. Non superare le quantità giornaliere raccomandate. Non utilizzare con i bambini al di sotto dei 3 anni.

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