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Aloe vera - Aloe vera L.

Aloe VeraSecondo le Intemational Rules of Botanica Nomenclature, Aloe vera (L.) Burm. f. è il nome legittimo di questa specie. L’Aloe vera è una pianta succulenta della famiglia delle Aloeacee che predilige i climi caldi e secchi. È una pianta carnosa perenne a portamento arbustivo, alta sino a un metro. Le foglie sono disposte a ciuffo, semplici, lunghe 40-60cm, lungamente lanceolate, con apice acuto, presentano cuticola molto spessa e sono carnose a causa degli abbondanti parenchimi acquiferi presenti al loro interno. Presentano spine solo lungo i lati. In Europa, le uniche coltivazioni di una certa estensione si trovano in Spagna. Ne stanno sorgendo anche in Italia meridionale, ma sono ancora di dimensioni limitate.


Nel mondo, l’aloe è coltivata in Africa, Australia, Nordamerica, Messico, Centroamerica, Russia, Giappone. Spagna, Grecia e Israele possono attualmente essere considerate le migliori zone di produzione e approvvigionamento al mondo. Il nome deriva dal greco «als, alos» perché la pianta vegeta presso il mare. Può anche derivare dall’arabo «alua» o dall’ebraico «halat» (“amaro”), allusione al sapore amaro del succo.

L’uso dell’aloe è molto antico, come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette d’argilla ritrovate sul finire dell’Ottocento da un gruppo di archeologi nella città mesopotamica di Nippur, nei pressi di Bagdad, Iraq, e databili attorno al 2000 a.C. Nel testo si legge che «le foglie assomigliavano a foderi di coltelli». Da questa osservazione di archeo-botanica si evince la conoscenza da parte degli Assiri della pianta e di alcune sue proprietà, e il loro impiego della varietà di aloe barbadensis Miller, meglio nota come Aloe Vera.

Cristoforo Colombo, durante uno dei suoi viaggi, annotò in un diario di bordo: «quattro sono i vegetali indispensabili per il benessere dell’uomo: grano, uva, oliva ed aloe. Il primo lo nutre, il secondo solleva il suo spirito, il terzo gli porta armonia, il quarto lo cura». Padre Romano Zago, dell’Ordine dei frati minori, originario del Veneto, ha svolto il suo apostolato in Brasile: fu il primo a segnalare le proprietà antitumorali dell’Aloe Arborescens. Lo studio sistematico di questa pianta tuttavia iniziò solo nel 1959, grazie a un farmacista texano, Bill Coats, che mise a punto un processo per stabilizzare la polpa aprendo la strada alla commercializzazione dell’aloe senza più problemi di ossidazione e fermentazione. Parallelamente il governo americano dichiarò ufficialmente le proprietà curative di questa pianta per il trattamento delle ustioni. Da allora gli studi sull’Aloe sono molto attivi in tutto il mondo.

Componenti principali dell'Aloe vera

  • Vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6, C, D, E;
  • Ferro
  • Cromo
  • Calcio
  • Magnesio
  • Manganese
  • Potassio
  • Rame
  • Sodio
  • Zinco
  • aminoacidi
  • carboidrati
  • Lipasi
  • Proteasi e Carbossipeptidasi (enzimi)
  • Lignina
  • Saponine
  • Steroli
  • Antrachinoni
  • Acido salicilico.

Proprietà ed attività terapeutica nell'utilizzo dell'Aloe vera

  • Rigenerante: stimola la crescita dell’epitelio sulle ferite;
  • Proteolitica e cicatrizzante:
  • dissolve e assorbe enzimaticamente le cellule morte o danneggiate
  • stimolando il processo rigenerativo;
  • Antinfiammatoria: accompagna e aiuta a superare il processo infiammatorio;
  • Antipiretico: dà sollievo al bruciore da scottature, infiammazione e febbre;
  • Umettante: è idratante, favorendo la ritenzione di acqua nei tessuti della pelle;
  • Analgesica: dà sollievo al dolore, anche in profondità;
  • Fungicida: ostacola la crescita dei funghi;
  • Virostatica: ostacola la crescita dei virus;
  • Batteriostatica: ostacola la crescita dei batteri;
  • Emostatica: riduce la fuoriuscita di sangue nelle lesioni;
  • Antiprurito: dà sollievo nel prurito;
  • Disintossicante: aiuta la disintossicazione del corpo dalle impurità delle tossine.

Somministrazione e posologia nell'utilizzo dell'Aloe vera

Dato che molti dei costituenti attivi del gel sembrano deteriorarsi con la conservazione, si consiglia l’uso del gel fresco. Preparazione del gel fresco: raccogliere le foglie e lavarle con acqua ed una soluzione diluita di acido cloridrico. Eliminare gli strati esterni delle foglie, comprese le cellule del periciclo, lasciando la parte interna carnosa costituita dal gel. Fare attenzione a non danneggiare la parte esterna verde, poiché può contaminare il gel con l’essudato delle foglie.

Il gel può essere stabilizzato mediante pastorizzazione a 75-80 gradi centrigradi, per meno di 3 minuti. Un’esposizione più prolungata a temperature superiori può modificarne la composizione chimica. Il gel di aloe non ha alcuna tossicità. L’estratto secco invece va usato alle dosi consigliate, senza aumentare il dosaggio.

Interazioni e avvertenze

Può avere interazioni medicamentose con gli antiaritmici di tipo chinidinico, coi digitalici, coi diuretici che provocano perdita di potassio, con la vincamina e il fenoxedil. La sua azione positiva sulle difese immunitarie viene inibita dal pretrattamento del paziente con cortisonici, per cui essi vanno sospesi almeno 7-10 giorni prima della somministrazione degli estratti di questa pianta.

Controindicazioni

L’aloe vera contiene l’aloina, una droga antrachinonica con effetto lassativo e irritativo del colon e si ritiene abortivo in gravidanza (controindicato nel bambino al di sotto dei 12 anni di età e nell’allattamento). Per questo motivo è sconsigliato assumere per bocca preparati a base di aloe vera prodotti in modo artigianale. Aloe Vera Gel è controindicato in caso di allergia nota alle Liliaceae.

Effetti collaterali: può provocare diarrea con dolori addominali e ciò può a sua volta causare un calo del potassio. L’abuso di questa e di altre piante ricche di antrachinoni può causare assuefazione con conseguente minore efficacia farmacologica. Può provocare dermatite acuta in soggetti ipersensibili, reversibile con la sospensione del trattamento, quando usato per via topica.

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